Storia
22 ott 2026

Il verme del Nuovo Mondo raggiunge la fauna selvatica del Texas mentre le autorità corrono ai ripari contro una minaccia in ripresa

Il primo caso confermato di verme del Nuovo Mondo nella fauna selvatica degli Stati Uniti è stato riscontrato in un alce del Texas, suscitando nuove preoccupazioni per un parassita che sta già perturbando il commercio del bestiame e intensificando la sorveglianza lungo il confine.

La scoperta di larve del verme del Nuovo Mondo in un alce del Texas ha trasformato un problema per il bestiame in un allarme più ampio per la fauna selvatica, mettendo alla prova la capacità delle autorità di contenere un parassita che si sta spostando verso nord attraverso il Messico.

L’alce, trovato in un ranch faunistico nella contea di Pecos dopo essere stato abbattuto da un cacciatore, è il primo caso confermato nella fauna selvatica degli Stati Uniti. Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e il Texas Parks and Wildlife Department hanno avviato ulteriori attività di sorveglianza, mentre la Texas Animal Health Commission prevede di modificare una zona infestata già esistente. Ai cacciatori è stato chiesto di segnalare ferite aperte o in fase di ampliamento, cattivi odori, vermi visibili o segni di debolezza negli animali.

Le autorità descrivono il rilevamento principalmente come una sfida di sorveglianza e contenimento. Alan Cain, direttore della divisione faunistica del Texas, ha dichiarato: «Invitiamo tutti i cacciatori e i proprietari terrieri a prestare attenzione ai segnali del verme del Nuovo Mondo mentre si trovano sul campo in questa stagione». Questo messaggio riflette la distinzione immediata tra il caso nella fauna selvatica e una crisi confermata per la sicurezza alimentare: il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti afferma che il parassita non compromette la sicurezza alimentare, sebbene possa danneggiare la produzione di carne.

Il quadro economico più ampio è più preoccupante. La mosca carnivora depone le uova nelle ferite o nelle aperture del corpo, e le sue larve si nutrono di tessuti vivi; il parassita può infettare il bestiame e, in rari casi, gli esseri umani. Dopo decenni di eradicazione negli Stati Uniti, si è diffuso dall’America Centrale attraverso il Messico. Le restrizioni di Washington sulle importazioni di bestiame messicano hanno contribuito a limitare la minaccia, ma hanno ridotto le forniture statunitensi e spinto i prezzi della carne bovina a livelli record. Il parassita era già stato rilevato in un vitello texano a giugno, con ulteriori casi segnalati in un cavallo e in un cane.

Il ritrovamento nell’alce amplia quindi il rischio, senza cambiare fondamentalmente la risposta ufficiale: la sorveglianza si sta estendendo, ma le conseguenze economiche ed ecologiche restano difficili da contenere.