Storia
22 ott 2026
La causa del New Mexico contro Epstein sposta il dibattito sulla responsabilità verso i suoi consiglieri di lunga data
Il New Mexico cerca di impedire all’avvocato e al commercialista di Epstein di ricevere pagamenti dall’eredità, sostenendo che abbiano contribuito a mantenere in piedi la sua rete di traffico sessuale. I due respingono le accuse e affermano che lo Stato abbia intentato la causa senza svolgere un’indagine adeguata.
La causa intentata dal New Mexico contro l’avvocato e il commercialista di lunga data di Jeffrey Epstein ha messo in primo piano una questione centrale dello scandalo: se la responsabilità debba estendersi oltre il finanziere morto anche ai professionisti che gestivano il suo denaro, il suo patrimonio e la sua legittimità pubblica.
La copertura conservatrice presenta il caso principalmente come un’accusa secondo cui Darren Indyke e Richard Kahn avrebbero contribuito a nascondere l’operazione di traffico sessuale di Epstein. Un articolo afferma che il procuratore generale abbia citato in giudizio i due per le accuse di aver occultato l’operazione.1 Un altro presenta la causa come un tentativo di esporre il modo in cui l’avvocato e il commercialista di Epstein avrebbero nascosto i suoi crimini.2 Questa enfasi rispecchia l’argomentazione più ampia del procuratore generale del New Mexico Raúl Torrez, secondo cui Epstein «non agiva da solo» e coloro che lo hanno aiutato non dovrebbero trarre profitto mentre i sopravvissuti ne sopportano le conseguenze.3
Le ricostruzioni liberali aggiungono la dimensione giuridica e umana della vicenda. La denuncia civile sostiene che Indyke e Kahn abbiano «facilitato e occultato» i crimini di Epstein, traendo profitto dal loro rapporto con lui e contribuendo a mantenere una rete di società e accordi finanziari. Lo Stato chiede di impedire loro di ricevere pagamenti in qualità di esecutori testamentari del patrimonio di Epstein mentre il procedimento prosegue.3 I sopravvissuti che sostengono la causa affermano che l’operazione di Epstein dipendesse «dall’apparenza di legittimità e dall’accesso a denaro strutturato con cura per evitare di portare alla luce i suoi crimini».4
Gli avvocati degli imputati offrono il contrappunto più netto. Essi «respingono categoricamente» le accuse secondo cui i due avrebbero consapevolmente facilitato gli abusi, sostenendo che i crimini si siano verificati a porte chiuse e che nessuno dei due fosse presente a molti degli eventi contestati.4 Accusano inoltre Torrez di aver intentato una «causa infondata» senza prima aver richiesto la deposizione dei loro clienti.4
La controversia, dunque, va oltre la responsabilità. Il New Mexico presenta il caso come un tentativo di impedire ai fidati consiglieri di Epstein di beneficiare di un sistema abusivo; la difesa lo descrive come un procedimento incompleto e politicamente motivato. Spetterà ora al tribunale verificare se lo Stato sia in grado di trasformare queste narrazioni contrapposte in prove.