Storia
22 ott 2026
La liberazione di Hubbard porta sollievo — e nuove domande sulla strategia di Trump nei confronti della Russia
Stephen Hubbard è libero dopo più di quattro anni di detenzione in Russia, ma l’accordo ha intensificato il dibattito sul fatto che la diplomazia di Trump abbia ottenuto una vittoria umanitaria o premiato la politica degli ostaggi di Mosca.
La liberazione di Stephen Hubbard è sia una storia di sollievo per la famiglia sia una prova del delicato coinvolgimento del presidente Donald Trump con il Cremlino. Mosca ha liberato il 74enne americano senza uno scambio formale di prigionieri, mentre Washington ha fornito spiegazioni divergenti su ciò che ha reso possibile la liberazione.
Hubbard, un insegnante in pensione catturato in Ucraina e condannato dalla Russia con l’accusa di aver combattuto per Kyiv, è stato accolto in patria dopo più di quattro anni di detenzione. Suo figlio ha raccontato che Hubbard era apparso pericolosamente debilitato durante una telefonata precedente, descrivendo una «stanchezza estrema della vita».1 Il suo avvocato statunitense ha dichiarato che inizialmente la famiglia e l’ambasciata non sapevano nemmeno dove fosse detenuto e che non avevano trovato alcuna prova a sostegno delle accuse russe.2
La lettura conservatrice è più lineare: la diplomazia americana ha prodotto un risultato concreto. Trump ha dichiarato di aver chiesto personalmente a Vladimir Putin di liberare Hubbard, insistendo sul fatto che «non era necessario alcuno “scambio”».3 I media conservatori hanno sottolineato il risvolto emotivo, citando l’inviato Steve Witkoff mentre diceva a Putin: «La nostra intera nazione vi ringrazia per Stephen Hubbard — grazie a voi, sta tornando dalla sua famiglia».4 Anche un’altra ricostruzione conservatrice ha presentato la liberazione come il risultato diretto della telefonata di Trump con Putin.5
La prospettiva liberale riconosce il risultato, ma mette in discussione il prezzo e il segnale più ampio. L’elogio di Witkoff a Putin come «umanitario» si è scontrato con il passato del leader russo e ha suscitato critiche bipartisan. La liberazione è inoltre avvenuta mentre Trump rinunciava a nuove sanzioni e sosteneva la ripresa delle esportazioni russe di diesel — provvedimenti che, secondo i critici, potrebbero dare a Mosca una leva negoziale indebolendo al contempo la pressione sulla questione ucraina.6
Queste interpretazioni non si escludono a vicenda: la diplomazia potrebbe aver liberato Hubbard, mostrando al contempo come la detenzione possa diventare uno strumento di contrattazione. Con altri americani ancora imprigionati in Russia, la questione irrisolta è se si sia trattato di un successo diplomatico isolato o di un incentivo a ulteriori prese di ostaggi.