Storia
24 ott 2026

Il Pentagono presenta i programmi universitari sostenuti dalla Cina come minacce alla sicurezza, mentre le prove restano non spiegate

Il Pentagono afferma di aver smantellato 80 programmi universitari sostenuti dalla Cina che operavano sotto nuovi nomi, descrivendoli come reti di propaganda e influenza. I resoconti disponibili ripetono in larga misura le affermazioni dell’amministrazione, senza tuttavia offrire una risposta da parte di Pechino o prove indipendenti.

Il Pentagono ha intensificato la sua campagna contro i programmi universitari sostenuti dalla Cina, ripresentando quelle che erano state descritte come iniziative culturali ed educative come un problema di sicurezza nazionale. La mossa evidenzia il crescente sospetto di Washington nei confronti dell’influenza di Pechino nei campus americani, ma lascia irrisolte anche prove fondamentali e la risposta del governo cinese.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che il dipartimento aveva individuato 80 organizzazioni in 30 università, emerse dopo che il Congresso aveva imposto restrizioni agli Istituti Confucio. Secondo il suo resoconto, i gruppi avevano adottato «nomi diversi e statuti diversi, ma con la stessa missione: rubare proprietà intellettuale e infiltrarsi nella mente degli studenti americani». Ha affermato che il Pentagono aveva «smantellato sistematicamente ognuna di esse» nei due mesi precedenti.

Il resoconto conservatore presenta l’azione come un successo decisivo nell’applicazione della legge. Descrive i programmi come «organizzazioni dormienti» cinesi e afferma che Hegseth li ha definiti «programmi culturali di propaganda sostenuti dal governo cinese» e minacce alla sicurezza nazionale. Questa impostazione pone l’accento sull’occultamento: secondo le accuse, le organizzazioni hanno continuato a presentarsi sotto identità nuove nonostante gli sforzi del Congresso per limitarle.

Il resoconto liberale giunge a una conclusione fattuale simile, ma colloca l’annuncio in un contesto più ampio. Osserva che Washington accusa da tempo gli Istituti Confucio di fungere da strumenti di propaganda cinese e che la designazione del Pentagono estende tale sospetto ai centri che operano sotto altri nomi. Riferisce inoltre che l’ambasciata cinese a Washington non aveva risposto immediatamente, lasciando incontestate le accuse dell’amministrazione nei resoconti forniti.

La differenza centrale riguarda quindi l’enfasi, più che l’esito: la copertura conservatrice celebra lo smantellamento di presunte reti di influenza cinesi, mentre quella liberale mette in primo piano le accuse del governo e l’assenza di una risposta immediata da parte cinese. Nessuno dei due resoconti fornisce prove indipendenti a sostegno delle accuse di furto di proprietà intellettuale o infiltrazione ideologica, rendendo le affermazioni del Pentagono — non la loro verifica — l’elemento più solido della storia.