Storia
2 nov 2026

Aggiornato il 3/11/2026

L’Ucraina si assicura uno scudo Patriot per il futuro, ma ora potrebbe dover affrontare la Russia senza di esso

Gli Stati Uniti hanno approvato una potenziale vendita all’Ucraina di 500 intercettori Patriot per 2,1 miliardi di dollari, ma Kyiv avverte che i missili potrebbero non arrivare per anni, mentre gli attacchi russi si intensificano e le scorte degli alleati restano disponibili.

L’approvazione da parte di Washington di una importante vendita di missili Patriot all’Ucraina offre a Kyiv una risposta a lungo termine alla crescente guerra aerea della Russia, ma un sollievo immediato minimo. La disputa centrale non riguarda più il fatto che l’Ucraina abbia bisogno degli intercettori, bensì se possa aspettare che arrivino.

La decisione degli Stati Uniti riguarda 500 missili Patriot PAC-3 nell’ambito di un potenziale accordo del valore di circa 2,1 miliardi di dollari, presentato dai sostenitori come un investimento nella futura capacità difensiva dell’Ucraina. Un’altra ricostruzione ha ugualmente descritto la vendita come una significativa espansione della capacità dell’Ucraina di contrastare gli attacchi missilistici russi.

La risposta di Kyiv è stata tuttavia molto meno celebrativa. Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha elogiato la decisione, avvertendo però che le consegne potrebbero iniziare “SOLO TRA ALCUNI ANNI”. Questa tempistica lascia l’Ucraina esposta mentre la Russia continua a colpire infrastrutture energetiche e obiettivi civili con droni e missili balistici.

Le due prospettive concordano sull’importanza del sistema Patriot, ma divergono nettamente sui tempi. La posizione di Washington è che la vendita rafforzerà la risposta dell’Ucraina alle “minacce attuali e future” migliorando le sue difese aeree e antimissile integrate. Zelenskyy, al contrario, sostiene che le scorte americane ed europee esistenti potrebbero essere trasferite ora e reintegrate in seguito attraverso i nuovi contratti, una soluzione che ha definito “del tutto fattibile”.

Questa distinzione è importante perché, secondo quanto riferito, i missili devono ancora essere prodotti e potrebbero non raggiungere l’Ucraina prima dei primi anni Trenta. Kyiv sta quindi facendo pressione sul Pentagono affinché rilasci intercettori dalle attuali scorte statunitensi, reintegrandoli con armi di nuova produzione. L’accordo fornirebbe uno scudo immediato senza rinunciare all’acquisto a lungo termine.

La vendita, finanziata in parte da Canada, Germania e Norvegia, dimostra il continuo sostegno degli alleati. Ma mette anche in luce i limiti di tale sostegno: un contratto per forniture future non può intercettare i missili lanciati oggi.