Storia
5 nov 2026

La condanna a 10 anni di Joshua Wong mette in luce la frattura sulla legge di sicurezza di Hong Kong

L’ultima condanna di Joshua Wong è stata descritta o come una risposta necessaria alle ingerenze straniere o come un’ulteriore punizione per il dissenso pacifico. Il caso evidenzia il divario crescente tra le autorità di sicurezza di Hong Kong e i critici internazionali dei diritti umani.

La condanna di Joshua Wong a quasi un decennio di carcere è diventata una prova di ciò che la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong dovrebbe proteggere — e di chi dovrebbe mettere a tacere.

La narrazione conservatrice è breve ma incisiva: Wong è un attivista condannato in un «2° caso di sicurezza nazionale», con l’accento posto sulla ripetizione del procedimento legale e sull’interpretazione del caso da parte del governo in chiave di sicurezza. La versione liberale, al contrario, inserisce la sentenza in una campagna più ampia contro l’opposizione di Hong Kong, osservando che Wong si è dichiarato colpevole di «collusione con potenze straniere» dopo aver presumibilmente esortato governi stranieri a imporre sanzioni e altre misure contro la Cina.

Il giudice William Tam ha definito la condotta di Wong «grave per sua natura», affermando che aveva contribuito ad «attirare l’attenzione dei Paesi stranieri per sostenere la causa» e che aveva agito nell’ambito di un «piano» per colludere con governi stranieri. Questa interpretazione considera l’attività di sensibilizzazione di Wong all’estero e il suo sostegno all’attivista in esilio Nathan Law una minaccia diretta alla sicurezza nazionale.

I critici vedono la stessa condotta attraverso una lente completamente diversa. Law ha definito la sentenza una punizione per il «lavoro di difesa pacifica della democrazia di Hong Kong», mentre Amnesty International ha affermato che la legge era diventata «uno strumento per punire il dissenso anziché proteggere realmente la sicurezza nazionale».

Le conseguenze sono particolarmente gravi perché Wong sta già scontando quattro anni e otto mesi per cospirazione volta a commettere atti di sovversione. La nuova pena sarà scontata contemporaneamente, ma ha già trascorso quasi sei anni in detenzione e in precedenza avrebbe dovuto essere rilasciato nel gennaio 2027.

Il caso riflette quindi più del destino di un singolo attivista. Per le autorità di Hong Kong, convalida un ampio quadro di sicurezza; per gli oppositori, dimostra come tale quadro abbia trasformato l’attività politica in un reato perseguibile.